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Ratti abbandonati

Journal Entry: Mon May 11, 2009, 11:56 AM
  • Mood: Angsty
  • Listening to: Deasonika
Sotterrati dentro gli scantinati degli appartementi terremotati sono stati ritrovati sogni dimenticati e imputriditi da ratti malandati che si lasciano morire dentro barattoli abbandonati.
La luce del cielo malaticcio di una giornata di metà maggio emette un rumore di malinconia e noia per quei giorni persi davanti agli specchi a combattere i brufoli che al momento erano l'unico pensiero prima di uscire ad affogarsi di parole senza senso e senza sesso dentro a qualche locale con centinaia di conoscenti e pieno di sconosciuti che ti salutavano soltanto per salutarti e non per dimostrare qualche sentimento che sicuramente era più falso del sorriso che avevano stampato anche il giorno del loro funerale.
Sotterrati dentro gli scantinati degli appartementi terremotati sono stati ritrovati sogni dimenticati e imputriditi da ratti malandati che si lasciano morire dentro barattoli abbandonati.
I gatti si rincorrono per rincorrere o per correre dietro a qualche ombra che li vuole portare sotto una macchina che sta andando chissà verso quale supermercato abbandonato alla periferia vicino al fiume vicino alle fabbriche vicino e lontano quanto basta per non andarci nei giorni feriali che passiamo in qualche stanza in centro a fissare il muro a pensare a quello che faremo a quello che abbiamo fatto e a quello che vorremo aver fatto e che non faremo mai.
Sotterrati dentro gli scantinati degli appartementi terremotati sono stati ritrovati sogni dimenticati e imputriditi da ratti malandati che si lasciano morire dentro barattoli abbandonati.



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Le vostre poesie preferite





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Requiem d'amore



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Troppo assenti anche per i presenti assenti

Journal Entry: Sat Dec 27, 2008, 6:28 AM
  • Mood: Lazy
  • Reading: Fiabe russe
Tu dici sempre che è colpa di questo buco dell'ozono di cui non si sente più parlare anche quando non piove a Dicembre per colpa dello smog che fa scolorire le lenzuola sudate di sesso stese la domenica mattina dentro ai cortili dei palazzi dentro ai cimiteri dei tram che fanno la fila davanti a una luce rossa quasi porno come i film alla tv della notte passata ad annusare l'odore di paraffina che esce dall'armadio comprato in provincia costruito in Svezia e montato un sabato sera quando era troppo caldo per uscire e troppo freddo per stare in casa sotto le coperte a scaldarsi sotto le coperte a ferirsi con i sentimenti troppo violenti anche per i violenti che finiscono al telegiornale in seconda serata quando i bambini dormono e i genitori sono a farsi del male dentro a qualche locale a tradire i propri tradimenti. E suderemo ancora sette camicie perchè tanto poi le portiamo in lavanderia perchè siamo troppo stanchi anche per curare noi stessi ma troviamo sempre il coraggio per pettinare i nostri cuori prima di andare a dare aria alle nostre bocche affogate dentro a un aperitivo e a problemi che non ci appartengono o che non ci vogliamo far appartenere perchè alla fine ci piace stare soli anche se abbiamo paura di essere dimenticati ed infatti mi chiedo che fine ha fatto quella gente di cui non si sente più parlare nemmeno da loro stessi.



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Le vostre poesie preferite





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Requiem d'amore



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La mancanza della mancanza

Journal Entry: Sat Nov 15, 2008, 6:07 PM
  • Mood: Lazy
  • Reading: Neil Gaiman - Coraline
Ed io che volevo essere figlio unico ma anche un gran fratello per qualcuno invece sono stato niente volevo essere una stella in mezzo al cielo ma non illuminavo nemmeno dopo che mi sono verniciato di giallo canarino per vedere se almeno sapevo volare se sapevo ricominciare da dove ero arrivato e non volevo arrivare per paura di fallire sotto gli occhi di un pubblico innocente pronto a farti del male a strapparti le ali che ti hanno costruito loro pronti a vederti camminare goffo come un piccione a cui tutti danno da mangiare ma a nessuno frega niente del suo nome perchè i piccioni sono tutti uguali perchè sono come noi che sono loro stessi solo quando sono soli a piangere di notte fra le note distrutte dele parole cantate male da questi nuovi preti che hanno fede in qualcosa di cui non sanno nemmeno il nome perchè tutti non sappiamo niente e fingere è l'unica cosa che sappiamo veramente fare. Che sappiamo di saper fare. E fingiamo di fingere.



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Le vostre poesie preferite





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Requiem d'amore



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ho scritto t'amo sulla rabbia

Journal Entry: Wed Nov 5, 2008, 3:31 PM
  • Mood: Lazy
  • Listening to: Diaframma - Ultimo Boulevard
  • Reading: Leander Deeny - Gli incubi di Hazel
Stendiamo i nostri sogni durati poco a uno stendino arrugginito dalla vecchiaia di troppi temporali passati sotto le coperte ad accarezzarci a farci del male a rimanere stupiti da giochi pervertiti di questi sentimenti che mi sono costati cari al mercato dell'usato usato male da qualche algerino che mi lava i vetri degli occhi la mattina quando faccio tardi nel fare tardi per andare a svendere i nostri rimpianti durati poco alla borsa dei patimenti dei tuoi pentimenti finti dei tuoi abbracci finti delle tue lacrime finte.
Scaveremo nella nebbia della coda al supermercato per trovare qualcosa che non c'è il transatlantico di Noè che non è mai salpato per un temporale che non è mai arrivato se il giorno dopo in ritardo anche per fare tardi e allora affogo nella schiuma dei giorni troppo affollati anche per parlare per chiedere permesso di chiedere che ore sono a chi lo sa o chi fa finta di saperlo per non dare troppo scontento a chi scontento lo è già.



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Requiem d'amore



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parole sconfusionate prima dell'alba

Journal Entry: Mon Sep 29, 2008, 5:16 AM
  • Mood: Lazy
  • Listening to: Diaframma - Ultimo Boulevard
  • Reading: Neil Gaiman - Nessun dove
Le mamme che cullano le lavatrici che non si fermano mai sotto lo scrosciare intenso dei tuoi discorsi. Ascoltare i condizionatori sintonizzati male sulle frequenze del Vaticano per sentire solo di cose non vere e di favole finite male duemila anni fa. C'è chi rompe i finestrini delle auto parcheggiate male nelle file autostradali la domenica sera per vedere il mare marcio d'agosto. E tu che mi parlavi ed io che ridevo per cose successe anni fa nella soffitta bombardata dalle molotov di tua madre che non stava mai zitta di fronte al telegiornale. E' strano che quando penso a noi due ho solo in mente la parola fine in rosso su uno sfondo bianco cocaina spacciata dagli algerini laureati in filosofia moderna che di moderno ha solo la televisione da cui hanno imparato a parlare come quei bastardi che ti vendono sogni e materassi molleggiati troppo grandi per il nostro modo di fare sesso e i nostri sentimenti marciti dentro al frigorifero di un anoressico. Fare m'ama non m'ama con il libretto degli assegni scaduti in riva al nostro mare dove ci perdevamo nell'orizzonte nero petrolio che scaricavano in mare quelle navi da cartolina. Quelle navi da scafisti che più che scafi fanno schifo che si comprano mercedes con i soldi dei sogni finti di disperati morti affogati a largo della costa dove giocano due cani a fare castelli di sabbia che quando arrivano le onde diventano castelli di rabbia. Sulla sabbia, moriremo sulla sabbia.



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Fall into the Darkness - series



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